Castagnaccio, dolce o gioco?

L’uno e l’altro avrebbero risposto i nostri nonni e bisnonni.
“Fèr i castagnâzz”, “fare i castagnacci”, detto anche “scaldamani” era un gioco dei bambini dei tempi andati che serviva anche a scaldare le mani in inverno. I giocattoli erano oggetti per i ricchi, gli altri dovevano accontentarsi di quel poco che avevano e, durante la stagione invernale, era troppo freddo per divertirsi all’aperto.
Questo gioco consisteva nel disporre a vicenda le mani stese una sopra l’altra sulle ginocchia, si toglieva quella più in fondo alla pila e si posizionava sopra tutte le altre battendo forte per scherzo e producendo un leggero tepore.

castagnaccio ricco foto

CASTAGNACCIO RICCO

Ingredienti per una teglia da 30 cm:
400 g di farina di castagne
50 g di zucchero semolato
500 g circa di acqua
40 g di pinoli
10 noci
60 g di uvetta
30 g di liquore Sassolino
20 g di cacao amaro
1 cucchiaio di olio evo
1 cucchiaino di cannella in polvere
un rametto di rosmarino
un pizzico di sale
un po’ di olio evo per la superficie

Esecuzione:
Sciacquare velocemente l’uvetta sotto acqua corrente poi ammollarla nel Sassolino.
Schiacciare le noci cercando di non rompere i gherigli che vanno divisi in 4 e tenuti da parte per guarnire la superficie.
In una capiente terrina setacciare insieme la farina di castagne, la cannella e il cacao amaro, aggiungere lo zucchero e il pizzico di sale.
Versare l’acqua poco alla volta mescolando con una frusta o una spatola di silicone facendo attenzione che non si formino grumi. Il composto deve assumere una consistenza cremosa.
Aggiungere l’uvetta ammollata insieme al Sassolino, poi un cucchiaio di olio evo continuando a mescolare.
Rivestire una teglia di carta forno, versare il composto che deve avere uno spessore di 3 cm., guarnire la superficie con i pinoli e i gherigli di noce, irrorare con un filo di olio evo. Cospargere di aghetti di rosmarino ed infornare a 180° per 30 minuti.

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Mele, offese e monumenti

“Ch’at véggna un azidänt a te e a chi t’a dè la maila còta”
“Accidenti a te e a chi ti ha dato la mela cotta” si sente esclamare sempre più raramente a Bologna e, nel caso, si tratta di una persona anziana.
Così si diceva un tempo per mandare qualcuno “a quel paese”. Sembrerebbe una facezia, invece era una grave offesa, perché, quando gli omogeneizzati erano ancora da venire, le madri, soprattutto nelle zone rurali, svezzavano i bambini proprio con questo frutto, quindi si può ben comprendere la vera natura del detto.
Sempre a proposito di svezzamento, anni fa mi fu raccontato da un’anziana ex contadina che, quando era giovane, per abituare i bambini a rinunciare al latte materno venivano mandati per qualche tempo presso parenti. Un altro metodo, più drastico, era quello di tingere i seni con la fuliggine del camino così da spaventare i piccini quando, frugando tra le vesti materne, scoprivano che la loro fonte di cibo era diventata nera.
Sempre a proposito di mele, una curiosità per chi non è di Bologna.
Negli anni ‘50 fu commissionato agli scultori Alfredo Cosentino e Giovanni Molteni un monumento che rappresentasse la famiglia da porre in Piazza VIII Agosto.
L’opera non piacque ai Bolognesi che gli affibbiarono il nomignolo di “al rusgån”, “il torsolo di mela” e così è conosciuto anche al giorno d’oggi.
La mela cotta è buona, ma sola soletta è un po’ triste, quindi perché non arricchirla un po’ con una preparazione veloce, facile ma che la trasforma quasi in un piccolo dolce?

mela ricotta foto

Ingredienti per 4 persone:
4 mele golden delicious
4 cucchiai di ricotta vaccina,
4 cucchiaini di zucchero
un po’ di uvetta ammollata nel rum
un pizzico di cannella in polvere

Esecuzione:
Lavare accuratamente le mele, con un leva torsoli svuotare la parte centrale, metterle in una teglia adatta al microonde e cuocerle coperte a 720 W per 8/10 minuti. [Il tempo dipende dalla potenza del forno quindi conviene controllare] Lasciarle raffreddare.
In una terrina amalgamare la ricotta con lo zucchero, l’uvetta e la cannella, poi distribuire il composto all’interno delle mele preventivamente poste nelle ciotole in cui verranno servite.

La Pattona

Questo dolce, pur nelle sue varianti, è presente in tutte le regioni attraversate dall’Appennino; infatti era su questi monti che crescevano rigogliosi i castagneti, spesso unica risorsa invernale per le popolazioni. Le castagne venivano consumate fresche, arrostite, cotte nel latte o con il riso. Questi frutti (che in realtà sono semi), essiccati in appositi capanni chiamati essiccatoi e macinati, venivano anche mescolati alla farina di grano per produrre il pane.
La Pattona, in origine, era una preparazione molto semplice di farina, latte o acqua. Pochi potevano permettersi l’aggiunta di zucchero, noci o pinoli.
In questa mia interpretazione il lievito, non presente nella ricetta originale, serve a rendere più morbido e leggero il dolce a fine cottura.

pattona foto

Ingredienti per una teglia da 24 cm:
400 g di farina di castagne
40 g di zucchero semolato
40 g di uvetta
1 tazzina da caffè di Sassolino
40 g di pinoli
½ litro di latte (potrebbe occorrerne di più)
1 bustina di lievito istantaneo per torte salate
1 cucchiaio di olio evo
1 pizzico di sale

Esecuzione:
Mettere l’uvetta in uno scolapasta e sciacquarla velocemente sotto l’acqua corrente poi lasciarla in ammollo per una decina di minuti nel Sassolino [io ho usato quello di mia produzione ].
Setacciare la farina di castagne insieme alla bustina di lievito, aggiungere lo zucchero, il sale poi versare il latte necessario per ottenere un impasto molto morbido. Infine unire il cucchiaio di olio evo (non indispensabile) l’uvetta insieme al Sassolino ed i pinoli.
Amalgamare bene il tutto poi versare il composto in una tortiera imburrata ed infarinata e cuocere a 180° per 30- 40 minuti. Il tempo di cottura dipende dal forno e dalla consistenza dell’impasto.

Contorno di verdure miste in microonde

contorno verdure miste foto

Probabilmente i Francesi la chiamerebbero “Ratatouille”, ma io preferisco, quando possibile, utilizzare nomi italiani. Questo è un contorno che si può preparare ”con quel che c’è” in quanto le verdure si possono aumentare, diminuire, modificare a seconda dei gusti o di quel che si ha in frigorifero. È leggero perché, sebbene sia presente l’olio, non vi è frittura, l’uvetta dà una nota dolce ed i pinoli la croccantezza che attualmente è molto di moda in cucina.

Ingredienti per 4 persone:
2 patate medie o una grande (circa 250 g.)
2 zucchine (200 g circa)
1 carota (100 g circa)
50 g di olive nere denocciolate
2 cucchiai i pinoli
2 cucchiai di uvetta
2 cucchiai di aceto di vino bianco
4 cucchiai di olio evo
sale e pepe

Esecuzione:
Lavare e spuntare le zucchine e la carota; lavare e sbucciare le patate; scolare le olive dal liquido di conservazione.
Tagliare le verdure a cubetti lasciando le olive intere, metterle in un contenitore adatto al microonde insieme ai pinoli e all’uvetta, irrorare con l’olio evo e l’aceto, salare e pepare.
Mescolare il tutto, coprire con coperchio o pellicola adatta e cuocere a 720 W per complessivi 15-18 minuti mescolando un paio di volte.
Spegnere e lasciare riposare almeno 5 minuti prima di servire.
Si può gustare anche tiepido o freddo purché non di frigorifero.

Torta con batata dolce rossa

L’autunno porta sui banchi del mercato le patate dolci americane che a noi piacciono tanto e di cui ogni anno faccio incetta.
Alcuni giorni fa, nel reparto riservato al biologico ho scoperto le batate dolci rosse, che in realtà hanno la polpa arancione, e, attratta dal colore, ho deciso di provarle.
Cotte a vapore, mi sono piaciute perciò ho voluto provare ad utilizzarle anche in un dolce che è risultato soffice ed in famiglia è stato apprezzato.

Ingredienti per una tortiera di 24 cm:
250 g di polpa di batata
240 g di farina 0
150 g di zucchero semolato
1 uovo
65 g di burro
80 g di latte
50 g di uvetta
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale

Esecuzione:
Lavare e spazzolare con cura le batate per togliere ogni traccia di terra, cuocerle al vapore sino a quando sia possibile passarle da parte a parte con uno stecchino. Togliere la pelle e con l’aiuto di una forchetta ridurle in purea.
Nella planetaria, frusta a filo, montare l’uovo con lo zucchero ed il pizzico di sale, versare il burro liquefatto e freddo, poi il latte.
Montare la frusta k, versare nella planetaria la purea di batata poi la farina setacciata con il lievito. Lavare e lasciare immersa l’uvetta in acqua per una decina di minuti, scolarla bene ed aggiungerla poco prima della fine della lavorazione.
Amalgamare bene il tutto poi versare il composto in una teglia rivestita di carta forno ed infornare a 170° per circa 40 minuti. Uno stecchino infilato al centro deve uscire asciutto.

Margherita con farina di castagne e uvetta

margherita castagne foto

Quando lo stampo fa la differenza; infatti questo dolce ha di particolare solo la forma, per il resto l’ho preparato con ingredienti che avevo in dispensa e che voglio utilizzare prima dell’arrivo del caldo estivo.

Ingredienti per 10 persone:

150 g di farina di castagne
100 g di farina0
80 g di zucchero integrale di barbabietola
70 g di olio di semi di mais
3 uova
50 g di uvetta
1 bustina di lievito per dolci
½ bicchierino da caffè di Rum
1 pizzico di sale
1 stampo in silicone a forma di margherita

Esecuzione:
Lavare in acqua l’uvetta, scolarla e metterla in ammollo nel Rum per almeno 10 minuti.
Setacciare le due farine insieme al lievito per evitare che quella di castagne si raggrumi durante l’utilizzo e per togliere gli eventuali frammenti di castagne.
In una capiente ciotola montare le uova con lo zucchero ed il pizzico di sale poi, sempre montando, aggiungere a filo l’olio di semi di mais.
Scolare l’uvetta dal Rum e versare il liquore nel composto di uova, poi aggiungere le polveri e amalgamare il tutto con una spatola di silicone aggiungendo, se risultasse troppo duro un po’ di latte od acqua sino ad ottenere una consistenza cremosa.
Da ultimo incorporare l’uvetta.
Con l’aiuto di un cucchiaio versare il composto nello stampo livellandolo accuratamente.
Infornare a 170° per 30/40 minuti.

Strudel classico trentino

strudel foto

Volendo preparare un dolce che non prevedesse l’uso dello zucchero, ho optato per questo strudel trovato in un dépliant del “Consorzio Melinda”.
Alla ricetta ufficiale, ideata da Cristian Bertol, il simpatico chef della Val di Non noto a tutti per la sua partecipazione alla “Prova del cuoco”, ho apportato qualche piccola modifica per adeguarla alle mie esigenze.
Il nome riportato è quello dato dal Consorzio a questa ricetta, tuttavia occorre specificare che di questo dolce esistono innumerevoli varianti sia nella preparazione della pasta sia in quella del ripieno. Difficile dire quale sia l’originale, questa è senza dubbio una delle ricette più “povere”, tuttavia accontenta chi, pur essendo goloso, può mangiare pochi dolci.

Ingredienti:
Per il ripieno:
4 mele Renetta (io 3 per un totale di 600 g circa)
1 cucchiaio di zucchero (non messo)
1 cucchiaio di pinoli
1 cucchiaio di uvetta
2 noci di burro
Per la Pasta Matta:
250 g di farina 00
12,5 cl di acqua (non è bastata)
50 g di olio di semi (Mais)
1 cucchiaio di aceto di mele
1 noce di burro (piccola)
1 pizzico di sale

Esecuzione:
Sbucciare le mele, tagliarle a dadini, aggiungervi (il cucchiaio di zucchero, non l’ho messo), l’uvetta (io l’ho lavata e lasciata a bagno in acqua per 10 minuti), i pinoli e scottare il tutto con una noce di burro in una padella antiaderente facendo attenzione a non cuocere troppo le mele.
Lasciare raffreddare il ripieno e nel frattempo preparare la Pasta Matta.
Amalgamare con cura, con una impastatrice o in una ciotola, 250 g di farina 00, l’acqua, l’olio di semi di Mais, l’aceto di mele, una noce di burro a temperatura ambiente ed un pizzico di sale fino ad ottenere un impasto morbido, ma non appiccicoso, simile alla pasta per la pizza.
Stendere l’impasto con un mattarello, per renderlo molto sottile dandogli una forma rettangolare. Al posto della classica spianatoia ho utilizzato un tappeto di silicone utile per aiutarsi ad arrotolare la pasta al momento di formare lo strudel.
Disporre il composto sulla pasta, ripiegare verso l’interno i bordi superiore ed inferiore per alcuni centimetri ed arrotolare chiudendo con cura il lembo superiore.
In un tegamino sciogliere la noce di burro restante e spennellare la superficie del dolce.
Infornare a 200° e cuocere per 15/20 minuti.
Lo strudel, a mio parere, risulta migliore se si lascia raffreddare altrimenti l’interno sa “di mela cotta”.
La Pasta Matta, croccante il primo giorno, poi si è inumidita diventando un po’ molle, ma sempre gradevole.