Plumcake autunnale

plum cake autunno foto

Ingredienti:
125 g di farina 0
125 g di farina di castagne
125 g di zucchero semolato
125 g di ricotta vaccina
3 uova medie
30 g di nocciole
6 noci
30 g di fichi essiccati
1 bustina di lievito per dolci
½ bicchierino di rum
1 pizzico di sale
zucchero a velo per guarnire

Esecuzione:
Tagliuzzare i fichi secchi e ammollarli nel rum.
Nel mixer tritare grossolanamente le nocciole e i gherigli di noci insieme a un cucchiaio di zucchero e al pizzico di sale.
In una terrina capiente montare la ricotta con lo zucchero utilizzando le fruste elettriche, poi, sempre con le fruste in movimento aggiungere le uova una alla volta.
Setacciare le due farine insieme al lievito, aggiungerle al composto poi unire i fichi con il rum e il trito di noci e nocciole e amalgamare il tutto con l’aiuto di una spatola di silicone.
Imburrare e infarinare uno stampo da plumcake, versare l’impasto e cuocere in forno preriscaldato a 180° per 35/0 minuti.

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Mele, offese e monumenti

“Ch’at véggna un azidänt a te e a chi t’a dè la maila còta”
“Accidenti a te e a chi ti ha dato la mela cotta” si sente esclamare sempre più raramente a Bologna e, nel caso, si tratta di una persona anziana.
Così si diceva un tempo per mandare qualcuno “a quel paese”. Sembrerebbe una facezia, invece era una grave offesa, perché, quando gli omogeneizzati erano ancora da venire, le madri, soprattutto nelle zone rurali, svezzavano i bambini proprio con questo frutto, quindi si può ben comprendere la vera natura del detto.
Sempre a proposito di svezzamento, anni fa mi fu raccontato da un’anziana ex contadina che, quando era giovane, per abituare i bambini a rinunciare al latte materno venivano mandati per qualche tempo presso parenti. Un altro metodo, più drastico, era quello di tingere i seni con la fuliggine del camino così da spaventare i piccini quando, frugando tra le vesti materne, scoprivano che la loro fonte di cibo era diventata nera.
Sempre a proposito di mele, una curiosità per chi non è di Bologna.
Negli anni ‘50 fu commissionato agli scultori Alfredo Cosentino e Giovanni Molteni un monumento che rappresentasse la famiglia da porre in Piazza VIII Agosto.
L’opera non piacque ai Bolognesi che gli affibbiarono il nomignolo di “al rusgån”, “il torsolo di mela” e così è conosciuto anche al giorno d’oggi.
La mela cotta è buona, ma sola soletta è un po’ triste, quindi perché non arricchirla un po’ con una preparazione veloce, facile ma che la trasforma quasi in un piccolo dolce?

mela ricotta foto

Ingredienti per 4 persone:
4 mele golden delicious
4 cucchiai di ricotta vaccina,
4 cucchiaini di zucchero
un po’ di uvetta ammollata nel rum
un pizzico di cannella in polvere

Esecuzione:
Lavare accuratamente le mele, con un leva torsoli svuotare la parte centrale, metterle in una teglia adatta al microonde e cuocerle coperte a 720 W per 8/10 minuti. [Il tempo dipende dalla potenza del forno quindi conviene controllare] Lasciarle raffreddare.
In una terrina amalgamare la ricotta con lo zucchero, l’uvetta e la cannella, poi distribuire il composto all’interno delle mele preventivamente poste nelle ciotole in cui verranno servite.

Torta con farina di castagne e ricotta

torta farina castagne foto 2

Ingredienti:
125 g di farina di castagne
125 g di farina 0
100 g di zucchero semolato
250 g di ricotta vaccina
2 uova
50 g di nocciole tritate
1 bustina di lievito istantaneo
½ bicchierino da caffè di Rum
1 pizzico di sale
latte quanto basta

Esecuzione:
Con le fruste elettriche montare la ricotta con lo zucchero poi aggiungere le uova una alla volta sempre montando.
Setacciare le due farine insieme al lievito, aggiungerle al composto e versare il Rum.
Tritare grossolanamente le nocciole ed aggiungerle mescolando il tutto con cura.
Aggiungere poco alla volta il latte sino ad ottenere una consistenza cremosa.
Imburrare ed infarinare uno stampo, versarvi il composto ed infornare a 180° per 40/50 minuti.

Mini tortine salate per la festa della Madonna dei Boschi

Madonna boschi foto

Nel territorio della nostra parrocchia sorge una minuscola chiesetta, dedicata alla Madonna dei Boschi, costruita a metà del ‘500 per ringraziare la Beata Vergine della guarigione miracolosa di una giovane del luogo.
I locali, sono devoti ed affezionati a questa Vergine dipinta nell’atto di allattare il Bambino Gesù e ogni anno organizzano in suo onore due feste in due parrocchie diverse.
Ma, da noi, come suol dirsi, “Tutti i salmi finiscono in gloria” e, dopo le celebrazioni religiose si festeggia tutti insieme con le leccornie cucinate dalle signore.
Per l’occasione, quest’anno ho preparato delle mini tortine salate che hanno avuto un certo successo anche grazie allo stampo che ci ha fatto conoscere Giovanna tramite il suo blog https://sardefinocchietto.wordpress.com/ .
Dalle rimanenze ho ricavato una tortina di 18 cm che abbiamo mangiato noi.

Ingredienti per 18 tortine:
2 rotoli di pasta brisèe rotonda
500 g di ricotta vaccina
80 g di formaggio spalmabile
3 uova
40 olive verdi
200 g di funghi sottolio
2 cubetti di spinaci surgelati
50 g di Parmigiano Reggiano
sale, pepe, noce moscata
erba cipollina per guarnire.

Esecuzione:
Mettere gli spinaci ancora surgelati in una casseruola con pochissima acqua, cuocerli, scolarli e strizzarli dal liquido in eccesso, farli raffreddare poi tritarli grossolanamente.
In una terrina, con l’ausilio di una forchetta mescolare la ricotta con il formaggio spalmabile sino ad amalgamare bene il tutto.
In un’altra terrina sbattere le uova con una frusta poi aggiungerle al composto di ricotta e formaggio. Salare, pepare, grattugiare un po’ di noce moscata.
Scolare i funghi dall’olio, le olive dal liquido di conservazione e tagliarle a rondelle tenendone da parte alcune divise a metà per guarnire. Fare altrettanto con i funghi.
Tenere da parte alcune cucchiaiate del composto da mescolare agli spinaci, nel restante
unire le verdure ed incorporare il tutto.
Prelevare la pasta brisèe dal frigorifero 5 minuti prima dell’utilizzo, srotolarla sulla spianatoia e ricavare 18 tortine da inserire nell’apposito stampo. Farcire con il composto preparato e guarnire con i funghetti, le olive tenute da parte e l’erba cipollina.
Riimpastare tutti i ritagli, rivestire una tortiera e versare il composto rimasto.
Porre in forno preriscaldato a 200° per 30/35 minuti.

Tortino di borragine

La Borragine (Borrago officinalis) è una pianta erbacea commestibile dalle grandi foglie ovali ricoperte da una peluria ruvida. Presso i Romani il vino alla borragine era ritenuto un antidoto alla tristezza, mentre per i Celti questa bevanda serviva per dare coraggio ai guerrieri in battaglia. Attualmente le foglie vengono utilizzate in cucina per numerose e gustose preparazioni.
Qualche anno fa, incuriosita dai vari usi che si può fare con questa pianta, la seminai ed ora alcuni ciuffi nascono spontaneamente in giardino perciò ho deciso di utilizzare le foglie per farne una torta salata.
Un uso molto carino dei fiori, che sono di un bel colore azzurro intenso, è quello di congelarli nei cubetti di ghiaccio da aggiungere alle bibite estive.

Ingredienti per la pasta:
200 farina 0
50 evo
60 acqua
2 g lievito torte salate
sale un pizzico

Per il ripieno:
200 g borragine
½ bicchiere acqua
180 g ricotta
1 uovo
2 cucchiai Parmigiano
3 cucchiai pinoli
sale, pepe, noce moscata

Esecuzione:
Cuocere in tegame per 5 minuti la borragine con ½ bicchiere scarso di acqua. Se le foglie sono molto grandi tagliarle preventivamente a strisce e togliere la costa dura. Lasciarla raffreddare poi frullarla con la ricotta e gli altri ingredienti tenere da parte 1 cucchiaio di pinoli da mettere sopra per guarnire.
Con il mattarello stendere la pasta, rivestire una teglia da 20 cm con carta forno, adagiarvi la pasta rialzandola lungo il bordo, bucherellare il fondo con i rebbi di una forchetta, versarvi il composto e guarnire la superficie con i pinoli tenuti da parte.
Infornare a 200° per 20/30 minuti. Uno stecchino immerso nel ripieno deve uscire asciutto.
Lasciare raffreddare prima di gustarla.

Mezze maniche con crema di ricotta erba cipollina e noci

crema ricotta e noci foto

Ingredienti per 4 persone:
250 g di ricotta
5 gherigli di noci
qualche stelo di erba cipollina
4 cucchiai di Parmigiano grattugiato
2 cucchiai di olio evo
sale, pepe, noce moscata
1 pizzico di cannella in polvere
320 g di mezze maniche o altra pasta corta

Esecuzione:
Mettere la ricotta in una ciotola e lavorarla un po’ con un cucchiaio di legno o una spatola di silicone per ammorbidirla. Irrorare con l’olio, aggiustare di sale e pepe, aggiungere una grattatina di noce moscata, il pizzico di cannella e mescolare.
Spezzettare i gherigli di noci, lavare asciugare l’erba cipollina, tagliuzzarla con le forbici, aggiungere alla ricotta insieme al Parmigiano e mescolare.
Nel frattempo cuocere la pasta prescelta, scolarla tenendone da parte un mestolino da aggiungere, se necessario, alla ricotta.
Trasferire la pasta nei piatti tenuti in caldo e condire con la crema di ricotta.

Mancando le noci, si possono sostituire con 2 cucchiai di pinoli da aggiungere sulla pasta già condita con la crema di ricotta.

Pasquetta d’altri tempi e la mia torta salata

In mano la sporta di pelle o di paglia con dentro una grossa pagnotta, uova sode, salame, una bottiglia di vino da mettere al fresco nella fontana e l’immancabile “brazzadèla”, il giorno di Pasquetta i Bolognesi salivano al Colle della Guardia per rendere omaggio alla Beata Vergine di San Luca e trascorrere una giornata in allegria.
La maggior parte dei gitanti percorreva il portico di quasi quattro chilometri, il più lungo del mondo, che da Porta Saragozza conduceva, e conduce tuttora, al Santuario e tutti o quasi si fermavano davanti alle 15 cappellette del Rosario per una preghiera.
Per chi non poteva camminare o aveva qualche soldo in più da spendere, sino al 1967 esisteva la caratteristica funivia, equipaggiata con due cabine, che dalla periferia della città, raggiungeva la sommità colle.
Chi partiva da Casalecchio di Reno, cittadina alle porte di Bologna, andava “so pr i Brègguel”, saliva al Santuario percorrendo la via dei Bregoli un sentiero tortuoso ma molto panoramico percorso tuttora. Incerta è l’origine di questo nome, che pare derivi dai ramoscelli sottili che si raccoglievano per accendere il fuoco.
Una visita alla Madonna, la Santa Messa per i più devoti, poi via, tutti nei prati adiacenti a consumare la colazione portata da casa.
Esisteva un tempo ai piedi della basilica un locale chiamato “Il Pellegrino”, dotato di rustici tavoli, chiunque poteva sedersi per mangiare ciò che aveva con sé. Su un lato vi era il bar, la consumazione non era obbligatoria, ma nessuno, a fine pasto, rinunciava ad un caffè o a un gelato.
La scampagnata di Pasquetta a San Luca esiste ancora, ma sempre più spesso avviene in auto ed il pranzo viene consumato al ristorante, “con i piedi sotto la tavola” come si usa dire da noi quando si mangia ciò che altri hanno cucinato.
Quest’anno il Lunedì dell’Angelo per noi niente gita fuori porta ma una tranquilla e serena giornata trascorsa in famiglia. Per l’occasione ho preparato una torta salata.

torta ricotta salata foto

Ingredienti per una teglia di 24 cm:
1 rotolo di pasta brisèe rotonda acquistata pronta
250 g di ricotta vaccina
80 g di formaggio spalmabile
2 uova
150 g di verdure miste (piselli, mais, peperoni, olive)
curcuma (serve a dare un po’ di colore)
sale pepe bianco noce moscata

Esecuzione:
In una ciotola capiente mescolare la ricotta con il formaggio spalmabile sino a renderli cremosi.
In un’altra ciotola sbattere le uova con l’ausilio di una forchetta, poi aggiungerle al composto di ricotta e formaggio, salare, pepare, grattugiare un po’ di noce moscata, aggiungere la curcuma se piace, versare le verdure prescelte ed incorporare il tutto.
Srotolare la pasta brisèe prelevata dal frigorifero 5 minuti prima, rivestire la teglia e versare il ripieno.
Con un coltello togliere la pasta in eccesso che servirà per guarnire a piacere la superficie.
Porre in forno preriscaldato a 200° per 35/40 minuti.