Il mio Cointreau casalingo

Mi diverto a preparare liquori che poi restano in dispensa in attesa di finire in qualche torta perché ne io, ne mio marito, siamo grandi bevitori di alcoolici. Approfittando delle arance biologiche ho preparato il Cointreau e, modestamente, devo ammettere che è venuto meglio delle altre volte.
Precedentemente posizionavo l’arancia sull’imboccatura del vaso come se fosse un tappo, ma mi sono resa conto che, così, si sfruttava solo una parte del frutto, perciò questa volta l’ho appeso all’interno di un vaso a chiusura ermetica utilizzando una rete di quelle che servono per tenere ferme le fasciature.
L’arancia non deve mai toccare l’alcool, quindi, dopo aver chiuso la parte superiore del sacchettino con uno spago da cucina, l’ho fissato alle parti metalliche del coperchio sigillando poi il tutto.

Ingredienti:
2 arance non trattate
½ litro di alcool a 95°
½ litro di acqua
300 g di zucchero semolato
6 chiodi di garofano

Esecuzione:
Versare l’alcool in un capiente vaso a tenuta ermetica preventivamente lavato con acqua bollente ed asciugato. È importante che sia privo di odori per evitare che l’alcool li estragga.
Lavare e spazzolare accuratamente un’arancia, infilare nella buccia 3 chiodi di garofano e sospenderla all’interno in modo che non tocchi l’alcool altrimenti trasferirebbe troppo colore al liquore.
Lasciare riposare per 20 giorni in luogo fresco e buio poi sostituire l’arancia e i chiodi di garofano ed attendere altri 20 giorni. Si può aspettare anche di più, ma aumenta l’intensità del colore.
A questo punto fare bollire l’acqua con lo zucchero sino a quando il liquido diventa quasi trasparente, lasciare raffreddare, poi, dopo aver tolto l’arancia, versare lo sciroppo nell’alcool. Filtrare e imbottigliare.
Il Cointreau può essere bevuto subito ma conviene aspettare qualche giorno perché si stabilizzi.
Si conserva a lungo fuori dal frigorifero e può essere gustato liscio o con ghiaccio.

Annunci

Patate pasticciate

patate pasticciate foto

Ingredienti per 4 persone:
1 Kg di patate
2 cipolle medie
4 uova
200 ml di acqua calda
1 cucchiaino da caffè di curcuma
4 cucchiai di olio evo
sale e pepe

Esecuzione:
Pelare le patate, tagliarle a rondelle non troppo spesse e metterle a bagno in acqua per una ventina di minuti.
Scolarle, asciugarle con un canovaccio poi porle in una padella con olio evo caldo e farle rosolare girandole spesso.
Sbucciare ed affettare le cipolle ad uno spessore di circa ½ cm poi aggiungerle alle patate, salare, pepare e cuocere a padella coperta per 8 minuti.
Sciogliere la curcuma in acqua calda, versare il liquido in padella e proseguire senza coperchio sino a quando le patate saranno cotte.
In una ciotola sbattere le uova poi aggiungerle al composto mescolando con un cucchiaio di legno o una paletta sino a quando non saranno rapprese.
Servire le patate pasticciate ben calde in accompagnamento a würstel o altra carne a piacere.

Grissini semi integrali al sesamo

Fonte di minerali, soprattutto calcio, e vitamine, i semi di sesamo sono efficaci antiossidanti e si prestano ad essere usati in tante preparazioni dando un tocco diverso a tanti piatti sia che si usino al naturale sia che vengano leggermente tostati per renderli più fragranti.

grissini semintegrali foto

Ingredienti:
125 g di farina 0 macinata a pietra
125 g di farina integrale macinata a pietra
140/150 g di acqua
5 g di lievito di birra liofilizzato
30 g di olio evo
4 g di sale
½ cucchiaino di zucchero
15 g di semi di sesamo

Esecuzione:
Setacciare la farina 0, mischiarla a quella integrale e versarle entrambe nella planetaria dopo aver montato il gancio impastatore.
Aggiungere il lievito, lo zucchero e, con il gancio in movimento a velocità 2, poco alla volta l’acqua. Quando l’impasto comincia ad incordare versare l’olio evo, i semi di sesamo e, per ultimo, il sale.
L’impasto deve essere morbido ma non appiccicare alle mani, quindi occorre fare attenzione nel versare l’acqua che potrebbe non occorrere tutta.
Estrarre il panetto dalla planetaria e, utilizzando un mattarello, stenderlo all’altezza di 1 cm poi tagliarlo a strisce che devono essere fatte scorrere sotto le dita per arrotolarle un po’.
Deporre i grissini su una teglia rivestita di carta forno e porre a lievitare in un luogo tiepido sino al raddoppio.
Cuocere in forno preriscaldato a 200° per 20/30 minuti.

Castagnaccio, dolce o gioco?

L’uno e l’altro avrebbero risposto i nostri nonni e bisnonni.
“Fèr i castagnâzz”, “fare i castagnacci”, detto anche “scaldamani” era un gioco dei bambini dei tempi andati che serviva anche a scaldare le mani in inverno. I giocattoli erano oggetti per i ricchi, gli altri dovevano accontentarsi di quel poco che avevano e, durante la stagione invernale, era troppo freddo per divertirsi all’aperto.
Questo gioco consisteva nel disporre a vicenda le mani stese una sopra l’altra sulle ginocchia, si toglieva quella più in fondo alla pila e si posizionava sopra tutte le altre battendo forte per scherzo e producendo un leggero tepore.

castagnaccio ricco foto

CASTAGNACCIO RICCO

Ingredienti per una teglia da 30 cm:
400 g di farina di castagne
50 g di zucchero semolato
500 g circa di acqua
40 g di pinoli
10 noci
60 g di uvetta
30 g di liquore Sassolino
20 g di cacao amaro
1 cucchiaio di olio evo
1 cucchiaino di cannella in polvere
un rametto di rosmarino
un pizzico di sale
un po’ di olio evo per la superficie

Esecuzione:
Sciacquare velocemente l’uvetta sotto acqua corrente poi ammollarla nel Sassolino.
Schiacciare le noci cercando di non rompere i gherigli che vanno divisi in 4 e tenuti da parte per guarnire la superficie.
In una capiente terrina setacciare insieme la farina di castagne, la cannella e il cacao amaro, aggiungere lo zucchero e il pizzico di sale.
Versare l’acqua poco alla volta mescolando con una frusta o una spatola di silicone facendo attenzione che non si formino grumi. Il composto deve assumere una consistenza cremosa.
Aggiungere l’uvetta ammollata insieme al Sassolino, poi un cucchiaio di olio evo continuando a mescolare.
Rivestire una teglia di carta forno, versare il composto che deve avere uno spessore di 3 cm., guarnire la superficie con i pinoli e i gherigli di noce, irrorare con un filo di olio evo. Cospargere di aghetti di rosmarino ed infornare a 180° per 30 minuti.

Rustico alle nocciole

Anch’io, come Paperino, ho i miei Cip e Ciop che abitualmente mi depredano delle noccioline. In fondo li capisco e li giustifico: l’inverno è lungo e le nocciole si conservano bene, hanno un alto valore nutritivo ed energetico e sono ricche di sali minerali.
Quest’anno, però, gli scoiattoli ne hanno generosamente lasciate un po’ anche per me, perciò ho deciso di utilizzarle nella preparazione di questo dolce senza uova e burro quindi adatto anche per chi segue una dieta vegana.

rustico nocciole foto

Ingredienti per uno stampo di 25 x 10 cm.:
230 g di farina 0
75 g di nocciole sgusciate
150 g di zucchero grezzo di canna
180/190 g di acqua
1 cucchiaio di olio di mais
1 bustina di lievito non vanigliato
1 pizzico di sale

Esecuzione:
Tritare finemente le nocciole nel mixer insieme allo zucchero grezzo di canna e al pizzico di sale, poi mescolare il tutto alla farina preventivamente setacciata con il lievito.
Miscelare bene le polveri con una spatola di silicone poi, sempre mescolando, aggiungere gradualmente l’acqua sino ad ottenere un composto morbido. La quantità di liquido dipende dalla farina usata. Da ultimo incorporare un cucchiaio di olio di semi di mais.
Versare l’impasto in uno stampo da plumcake imburrato e infarinato o rivestito di carta da forno e cuocere in forno preriscaldato a 180°per 40 minuti.
Lasciare riposare in forno spento per 5 minuti poi sformare su un gratella e fare raffreddare.

Focaccia con patate

A Bologna si chiamerebbe Crescente, ma poiché ho cercato di ricostruire questa focaccia dopo averla gustata in Trentino l’estate scorsa, ho usato il termine con cui la chiamano da quelle parti.
Il nome usato nel Bolognese “Crescente”, deriva dal dialetto “Carsänt” “che cresce” ed ha ben due significati. Uno è evidente: durante la lievitazione e la cottura l’impasto cresce molto, per il secondo bisogna rifarsi alla vecchia tradizione dei fornai che un tempo vendevano anche salumi e nell’impasto amalgamavano i ritagli che avanzavano.
Attualmente, per fortuna, non si utilizzano più carni di scarto.
Servita ancora calda e farcita con mortadella appena affettata è un’ottima merenda.

focaccia patate foto

Ingredienti:

1 bustina di lievito di birra liofilizzato
250 g di farina 0
250 g di Manitoba
100 g circa di patata
230 g di acqua
80 g di olio evo
20 g di zucchero
10 g di sale fino
qualche ciuffetto di rosmarino

Esecuzione:
Cuocere la patata nel microonde, togliere la pelle esterna e ridurla in purea con il passapatate o con una forchetta.
Setacciare insieme le due farine, versarle nella planetaria, frusta a gancio, aggiungere la purea di patata e tutti gli altri ingredienti eccetto il sale da aggiungere quando l’impasto comincia a formarsi. Versare l’acqua poco alla volta perché potrebbe non occorrere tutta.
Con le forbici tagliuzzare gli aghi di rosmarino e inserirli con la planetaria in funzione.
Versare l’impasto sulla spianatoia, formare una palla, incidervi sopra un taglio a croce e lasciare riposare coperto per circa due ore.
Passato tale tempo stendere l’impasto con il mattarello o direttamente nella teglia da forno precedentemente unta di olio poi lasciarlo lievitare per altri 90 minuti coperto e in luogo riparato.
Preriscaldare il forno a 250°, porre sul fondo un tegamino con acqua per produrre vapore, infornare e dopo 5 minuti abbassare a 200°. Cuocere per 20-30 minuti, spegnere il forno ed estrarre la focaccia dopo 5 minuti.

Il castagnaccio dell’Appennino Modenese

Di questo dolce, tipico della stagione autunnale e le cui origini paiono risalire al XVI secolo, non vi è una ricetta ben definita, ma varia da zona a zona e soprattutto un tempo veniva confezionato con quello che si aveva a disposizione.
Questa è la ricetta “povera” che veniva preparata sull’Appennino Modenese; stranamente manca l’aggiunta degli aghi di rosmarino, ingrediente che si trova in quasi tutte le ricette. In sua vece, per insaporire un po’ il dolce, vi sono i semi di finocchio.

castagnaccio foto

Ingredienti per una teglia da 20/24 cm:
300 g di farina di castagne
40 g di pinoli
25 g di zucchero
1 cucchiaio di semi di finocchio
2 cucchiai di olio evo
1 pizzico di sale
acqua q.b.

Esecuzione:
Setacciare la farina di castagne. Questa operazione è indispensabile perché qualche pezzetto di castagna riesce sempre a sfuggire alla macina.
In una ciotola impastare la farina con lo zucchero e due cucchiai di olio evo, poi aggiungere il sale, infine versare tanta acqua tiepida quanta ne occorre per ottenere una pastella abbastanza densa. Quando il tutto è ben amalgamato inserire i pinoli ed i semi di finocchio.
Ungere con olio una teglia (la tradizione vorrebbe che fosse di rame) o rivestirla di carta forno, versarvi la pastella che non dovrebbe superare i 2-3 cm e porla in forno preriscaldato a 180°. Il castagnaccio è pronto quando la superficie appare screpolata.
Si può gustare sia caldo sia freddo.