Pasta alla crema di cipolla olive e rosmarino

Questa non è una mia creazione, ma è stata tratta dalla rivista “Sale e pepe” seppure con qualche piccola modifica. La ricetta originale prevede l’utilizzo della cipolla bianca che, non avendola in casa, ho sostituito con la rossa, inoltre gli spaghettoni previsti come pasta non piacciono a tutti.
Ho trovato eccessiva la quantità di acqua, infatti prima di aggiungere il vino, ho dovuto toglierne una parte altrimenti il sugo sarebbe risultato troppo brodoso e non ho aggiunto i due cucchiai di acqua di cottura previsti alla fine.

pasta crema cipolle olive rosmarino foto

Ingredienti per 4 persone:
350 g di spaghettoni [io pipe rigate]
6 cipolle bianche [io rosse]
100 g di olive nere denocciolate
6 rametti di rosmarino con i fiori
1 dl di vino bianco secco
olio evo
sale e pepe

Esecuzione:
Sbucciare le cipolle, affettarle e metterle in una padella con 4 rametti di rosmarino legati insieme, coprire con acqua fredda [mi sembra eccessiva], chiudere la padella con il coperchio e fare stufare le cipolle per 40 minuti.
Aggiungere due cucchiai di olio, il vino e proseguire la cottura per altri 20 minuti fino a quando il liquido è quasi completamente assorbito.
Unire le olive tritate, mescolare, fare insaporire per 3-4 minuti, togliere dal fuoco ed eliminare il mazzetto di rosmarino.
Lessare la pasta al dente, scolarla e ripassarla in padella con il sugo preparato, due cucchiai di acqua di cottura della pasta [non li ho messi] e due cucchiai di olio.
Completare con ciuffetti di rosmarino rimasto e fiori [non messi perché non di stagione], pepe olio crudo e servire.

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Zollette di zucchero infuocate

Volete stupire gli amici al termine di una cena? Con queste zollette infuocate ci riuscirete sicuramente ed in una maniera molto semplice: abbassate le luci, date fuoco ad una zolletta ed il successo è assicurato.
Quelle fotografate sono all’arancia, le mie preferite, ma, a seconda dei gusti, si possono preparare anche con altri aromi come anice, vaniglia, peperoncino, chiodi di garofano ed altri ancora …

Ingredienti:
zollette di zucchero
scorza d’arancia biologica
1 pezzo di cannella
alcool q.b.

Esecuzione:
Frantumare grossolanamente la cannella. Tagliare a striscioline la buccia d’arancia eliminando la parte bianca amara.
Disporre le zollette, la buccia d’arancia e la cannella a strati in un barattolo di vetro a chiusura ermetica completamente privo di odori.
Versare l’alcool sino a coprire completamente le zollette, chiudere accuratamente ed aspettare alcuni giorni prima di consumarle.
Più si lasciano in infusione, maggiore è il sapore. Se conservate con cura durano molto a lungo.
Per gustarle prelevare una zolletta con una piccola pinza da dolci per sgocciolare bene l’alcool ed evitare una fiammata eccessiva. Porla su un cucchiaio da minestra, evitare i cucchiaini che hanno il manico troppo corto, e darle fuoco.
Aspettare che gli angoli comincino a caramellarsi, occorreranno pochi istanti, spegnere la fiamma soffocandola con un altro cucchiaio.
Prendere la zolletta con le dita cercando di non toccare il metallo che potrebbe essere ancora caldo e lasciarla sciogliere in bocca.

Patate pasticciate

patate pasticciate foto

Ingredienti per 4 persone:
1 Kg di patate
2 cipolle medie
4 uova
200 ml di acqua calda
1 cucchiaino da caffè di curcuma
4 cucchiai di olio evo
sale e pepe

Esecuzione:
Pelare le patate, tagliarle a rondelle non troppo spesse e metterle a bagno in acqua per una ventina di minuti.
Scolarle, asciugarle con un canovaccio poi porle in una padella con olio evo caldo e farle rosolare girandole spesso.
Sbucciare ed affettare le cipolle ad uno spessore di circa ½ cm poi aggiungerle alle patate, salare, pepare e cuocere a padella coperta per 8 minuti.
Sciogliere la curcuma in acqua calda, versare il liquido in padella e proseguire senza coperchio sino a quando le patate saranno cotte.
In una ciotola sbattere le uova poi aggiungerle al composto mescolando con un cucchiaio di legno o una paletta sino a quando non saranno rapprese.
Servire le patate pasticciate ben calde in accompagnamento a würstel o altra carne a piacere.

Ciambella con caffè d’orzo cotta in pentola fornetto

Avendo più orzo macinato di quello che riesco ad utilizzare e non volendo lasciarlo invecchiare ho provato ad utilizzarlo nella preparazione di una ciambella. Il risultato è stato soddisfacente e paragonabile a quelle preparate con il vero caffè.
Il Sassolino che non si trova facilmente al di fuori dell’Emilia essendo un prodotto tipico di Sassuolo, in provincia di Modena, può essere sostituito da un liquore all’anice. Io ho utilizzato quello prodotto da me. ciambella orzo foto

Ingredienti:
280 g di farina 0
150 g di zucchero semolato
3 uova medie
100 ml di caffè di orzo
80 g di olio di semi di mais
1 tazzina di liquore Sassolino
1 bustina di lievito per dolci non vanigliato
1 pizzico di sale

Esecuzione:
Preparare il caffè di orzo con l’apposita macchina o, in alternativa, usare quello solubile nella medesima quantità; farlo raffreddare completamente.
Nella planetaria, frusta a filo, montare le uova con lo zucchero ed il pizzico di sale sino a rendere il composto chiaro e spumoso. Versare l’olio e far funzionare per un altro minuto.
Montare la frusta K, versare il caffè di orzo, poi la farina setacciata con il lievito, infine il Sassolino, rimettere in funzione a bassa velocità e mescolare il tutto sino ad ottenere un composto morbido e ben amalgamato.
Versarlo nella pentola fornetto imburrata e infarinata e cuocere su fornello medio tenuto al minimo per 50/60 minuti.
La stessa torta può essere cotta in forno a 180° per 40/50 minuti controllando la cottura con uno stecchino.

Tagliatelle dolci di Carnevale

In famiglia l’esperta di questi dolcetti era zia Amelia, la moglie del fratello maggiore di mio padre. Le sue tagliatelle dolci erano insuperabili: fritte ma non unte, croccanti al punto giusto, un po’ appiccicose per lo zucchero che, in cottura, caramellava.
Lei stessa ne era ghiotta e le preparava tutto l’anno, non solo per Carnevale.
Bastava una telefonata per avvertirla della visita e si era certi di trovarne un bel piatto ad attendere.
Sono sempre piaciute molto anche a me e, fattami dare dalla zia la ricetta, ogni anno le preparo anche se non tralascio le ben più famose sfrappole.
Facilissime da fare, derivano dalla tradizionale preparazione delle tagliatelle: bastava aggiungere un po’ di zucchero e di buccia di limone o arancia alla pasta all’uovo e un’autentica leccornia era pronta.
Con il passare del tempo la ricetta è andata arricchendosi di ingredienti a seconda della creatività delle varie “arzdåuri” (massaie) e di ciò che avevano a disposizione.
Purtroppo la tradizione di preparare le tagliatelle dolci va perdendosi, sempre meno sono i fornai che le mettono in vendita e, chi le vuole gustare, le deve preparare da sé.

tagliatelle dolci carnevale foto

Ingredienti per 6-8 persone:
500 g di farina 0
4 uova medie
30 g di brandy
succo di arancia q.b
un pizzico di sale.
scorza grattugiata di un limone
zucchero semolato q.b.
strutto per friggere
zucchero a velo

Esecuzione:
Inserire nella planetaria o nel mixer la farina preventivamente setacciata per arieggiarla, le uova, il brandy, la scorza grattugiata del limone (solo la parte gialla), il sale ed iniziare ad impastare. Lavorare a lungo aggiungendo succo di arancia quanto basta per ottenere una pasta da sfoglia morbida ed elastica.
Lasciare riposare l’impasto in frigorifero avvolto in pellicola per almeno 20 minuti prima di iniziare a stenderlo.
Sulla spianatoia con il mattarello, o con la macchina per la pasta, stendere una sfoglia come per preparare le tagliatelle tradizionali e lasciarla asciugare bene altrimenti lo zucchero semolato si inumidisce, le tagliatelle, nel tagliarle, si appiccicano e nel friggere non si aprono.
Cospargere le strisce con abbondante zucchero semolato lasciando un bordo di un paio di millimetri per evitare che troppo zucchero fuoriesca in cottura, arrotolarle e, con una coltellina molto affilata, tagliarle come per preparare le tagliatelle senza però aprire i rotolini.
Friggerle poche alla volta nello strutto bollente (180° circa) utilizzando un tegame alto e stretto; alcune si apriranno, altre rimarranno chiuse perché è questa la loro caratteristica. Lo zucchero tenderà a caramellarsi ed alcune assumeranno un colore bruno.
Scolarle e porle ad asciugare su carta assorbente.
Spolverizzarle con zucchero a velo e servirle fredde.

Insalata di cavolo viola

Insalata cavolo rosso foto

Ingredienti per 4 persone:
400 g di cavolo viola
60 ml di aceto di mele
40 g di gherigli di noci
35 ml di aceto di vino rosso
olio evo
½ mela
sale e pepe
1/2 cucchiaio di semi di sesamo

Esecuzione:
Affettare finemente il cavolo e porlo in una insalatiera.
Scaldare l’aceto di mele e versarlo sul cavolo, lasciare raffreddare.
Tritare grossolanamente i gherigli di noce.
Poco prima di portare in tavola scolare il cavolo dall’aceto di mele, rimetterlo nell’insalatiera, aggiungere i gherigli tritati e il cucchiaio di semi di sesamo.
Sbucciare la mela e grattugiarne la metà facendo ricadere la polpa sul cavolo.
Salare, pepare, condire con l’olio evo, l’aceto di vino rosso, mescolare e servire.

Grissini semi integrali al sesamo

Fonte di minerali, soprattutto calcio, e vitamine, i semi di sesamo sono efficaci antiossidanti e si prestano ad essere usati in tante preparazioni dando un tocco diverso a tanti piatti sia che si usino al naturale sia che vengano leggermente tostati per renderli più fragranti.

grissini semintegrali foto

Ingredienti:
125 g di farina 0 macinata a pietra
125 g di farina integrale macinata a pietra
140/150 g di acqua
5 g di lievito di birra liofilizzato
30 g di olio evo
4 g di sale
½ cucchiaino di zucchero
15 g di semi di sesamo

Esecuzione:
Setacciare la farina 0, mischiarla a quella integrale e versarle entrambe nella planetaria dopo aver montato il gancio impastatore.
Aggiungere il lievito, lo zucchero e, con il gancio in movimento a velocità 2, poco alla volta l’acqua. Quando l’impasto comincia ad incordare versare l’olio evo, i semi di sesamo e, per ultimo, il sale.
L’impasto deve essere morbido ma non appiccicare alle mani, quindi occorre fare attenzione nel versare l’acqua che potrebbe non occorrere tutta.
Estrarre il panetto dalla planetaria e, utilizzando un mattarello, stenderlo all’altezza di 1 cm poi tagliarlo a strisce che devono essere fatte scorrere sotto le dita per arrotolarle un po’.
Deporre i grissini su una teglia rivestita di carta forno e porre a lievitare in un luogo tiepido sino al raddoppio.
Cuocere in forno preriscaldato a 200° per 20/30 minuti.