Pesto di foglie di sedano

Spesso mi sono chiesta che fare delle foglie di sedano che immancabilmente vengono vendute insieme alle coste. Buttarle è uno spreco, nelle insalate miste ci stanno bene, ma se ne usano sempre troppo poche. Grazie alla “Prova del cuoco” ho risolto il dilemma, infatti qualche tempo fa un cuoco ha spiegato che si possono utilizzare in un buon pesto per condire la pasta. Recepita l’idea mi son data da fare per trovare un equilibrio tra i vari ingredienti ottenendo così un pesto che in famiglia è piaciuto.

pesto sedano foto

Ingredienti per 4 persone:
100 g di foglie di sedano
10 foglie di basilico
50 g di mandorle pelate
20 g di nocciole
mollica di pane quanto un piccolo uovo
latte q.b.
olio evo q.b.
1 spicchio di aglio (facoltativo)
4 cucchiai di Parmigiano
Sale e pepe

Esecuzione:
Lavare ed asciugare le foglie di sedano e di basilico, porre nel mixer e fare funzionare ad intermittenza per tritarle parzialmente poi aggiungere le mandorle e le nocciole dopo averle tostate leggermente e raffreddate, lo spicchio di aglio e la mollica di pane ammollata nel latte e strizzata. Salare, pepare rimettere in funzione aggiungendo tanto olio evo quanto ne occorre per ottenere un composto cremoso. Da ultimo aggiungere il Parmigiano grattugiato.
Al momento di condire la pasta aggiungere un cucchiaio di acqua di cottura.

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Risotto al cavolo verza rosso

Per questa preparazione ho usato il riso di Molinella, un marchio che, seppure legato alla mia regione, è abbastanza recente e poco noto.
Un tempo il riso veniva coltivato nelle aree paludose attorno alla cittadina emiliana, ma a causa della malaria molto diffusa veniva considerato portatore di questa malattia nonché un cibo eccitante e quindi osteggiato e bandito dallo Stato della Chiesa che regnava su queste terre. Solo a partire dal XVIII secolo, quando cominciarono le prime opere di bonifica, si iniziò a coltivarlo in maniera intensiva sfruttando l’abbondanza delle acque presenti nel territorio.

risotto cavolo rosso foto

Ingredienti per 4 persone:
300 g di cavolo verza rosso
250 g di riso di Molinella
50 g di burro
1 cucchiaio di olio evo
½ cipolla bianca o dorata
4 cucchiai di parmigiano grattugiato
1 litro abbondante di brodo
sale e pepe q.b.

Esecuzione:
In una casseruola soffriggere, con 30 g di burro e un cucchiaio di olio evo la cipolla dopo averla tritata finemente e farla imbiondire. Pulire e lavare la verza, tagliarla a strisce sottili e unirla alla cipolla, salare, mescolare, coprire il recipiente e far cuocere per 30 minuti a fuoco moderato. Se dovesse asciugarsi troppo aggiungere un po’ di brodo caldo che nel frattempo sarà stato preparato in un’altra pentola. Volendo mantenere il colore della verza aggiungere un cucchiaino di aceto.
Trascorsi i 30 minuti versare nella verza il riso, rigirare per qualche minuto poi aggiungere 2/3 del brodo bollente, condire con il pepe e portare a cottura aggiungendo all’occorrenza il restante brodo.
Appena spento il fuoco aggiungere il Parmigiano e mantecare con il restante burro, lasciare riposare alcuni minuti coperto prima di distribuire nei piatti.

Pasta alla crema di cipolla olive e rosmarino

Questa non è una mia creazione, ma è stata tratta dalla rivista “Sale e pepe” seppure con qualche piccola modifica. La ricetta originale prevede l’utilizzo della cipolla bianca che, non avendola in casa, ho sostituito con la rossa, inoltre gli spaghettoni previsti come pasta non piacciono a tutti.
Ho trovato eccessiva la quantità di acqua, infatti prima di aggiungere il vino, ho dovuto toglierne una parte altrimenti il sugo sarebbe risultato troppo brodoso e non ho aggiunto i due cucchiai di acqua di cottura previsti alla fine.

pasta crema cipolle olive rosmarino foto

Ingredienti per 4 persone:
350 g di spaghettoni [io pipe rigate]
6 cipolle bianche [io rosse]
100 g di olive nere denocciolate
6 rametti di rosmarino con i fiori
1 dl di vino bianco secco
olio evo
sale e pepe

Esecuzione:
Sbucciare le cipolle, affettarle e metterle in una padella con 4 rametti di rosmarino legati insieme, coprire con acqua fredda [mi sembra eccessiva], chiudere la padella con il coperchio e fare stufare le cipolle per 40 minuti.
Aggiungere due cucchiai di olio, il vino e proseguire la cottura per altri 20 minuti fino a quando il liquido è quasi completamente assorbito.
Unire le olive tritate, mescolare, fare insaporire per 3-4 minuti, togliere dal fuoco ed eliminare il mazzetto di rosmarino.
Lessare la pasta al dente, scolarla e ripassarla in padella con il sugo preparato, due cucchiai di acqua di cottura della pasta [non li ho messi] e due cucchiai di olio.
Completare con ciuffetti di rosmarino rimasto e fiori [non messi perché non di stagione], pepe olio crudo e servire.

Pasta alle noci e pangrattato

Questa può essere definita una ricetta anti spreco, infatti prevede l’utilizzo del pane raffermo grattugiato che così non viene sprecato ma utilizzato in un condimento che si prepara velocemente. Solo le noci richiedono un po’ di tempo per essere schiacciate e tritate, ma a questo si può provvedere in anticipo così da averle pronte al momento di utilizzarle. Il latte al posto della panna rende la salsa più leggera, inoltre è più facile averlo in casa.

noci e pangrattato foto

Ingredienti per 4 persone:
60 g di gherigli di noce (circa 10 noci)
20 + 10 g di burro
1 cucchiaio di olio evo
30 g di pangrattato
1 ciuffo di prezzemolo
200 ml di latte
4 cucchiai di Parmigiano
cannella in polvere se piace
noce moscata
sale e pepe
350 g di pasta a piacere

Esecuzione:
Mentre la pasta cuoce schiacciare le noci e tritare grossolanamente i gherigli.
In una padella sufficiente a contenere la pasta scaldare 20 grammi di burro ed il cucchiaio di olio evo poi mettere il pangrattato ed i gherigli di noce e lasciarli insaporire.
Versare il latte e, quando la salsa inizia a rapprendersi, aggiungere un piccolo mestolo di acqua di cottura della pasta, salare e pepare.
Scolare la pasta al dente, versarla nella padella, unire i restanti 10 g di burro, il Parmigiano, la cannella, la noce moscata, aggiungere un po’ di acqua di cottura e mantecare il tutto.
Servire la pasta dopo averla spolverizzata con foglioline di prezzemolo tritato.

Pasta e fagioli con le cotiche

Certamente questo non si può definire un primo piatto dietetico, ma ogni tanto uno strappo alla regola ci vuole, inoltre l’unione di cotiche fagioli e maltagliati riporta indietro nel tempo, ai piatti robusti e genuini della tradizione contadina. I fagioli si coltivavano nell’orto e si essiccavano per poterli conservare a lungo, le cotiche le offriva il maiale allevato con cura per un anno e macellato proprio in questo periodo.
I maltagliati, che ora si ricavano da una sfoglia all’uovo arrotolata e tagliata a losanghe, un tempo si facevano con i ritagli inutilizzati della pasta fresca come quelli dei tortellini preparati per le feste natalizie trascorse da poco.

pasta fagioli e cotiche foto

Ingredienti per 4 persone:
Per i fagioli:
200 g di fagioli secchi o 400 g freschi
½ cipolla piccola
½ carota
½ costa di sedano
1 crosta di Parmigiano (facoltativa)
1 pezzo di cotenna di maiale (circa 150 g )
1 foglia di alloro
sale
Per il soffritto:
1 spicchio di aglio
2 foglie di salvia tritate
2 cucchiaini di prezzemolo tritato
1 rametto di rosmarino
2 cucchiai di passata di pomodoro
2 cucchiai di olio evo
sale e pepe
Per la pasta:
150 g di maltagliati all’uovo

Esecuzione:
Se si utilizzano i fagioli secchi devono essere ammollati in acqua per una notte.
Tagliare a pezzi le verdure, fiammeggiare la cotenna, pulire la parte esterna della crosta di parmigiano e sistemare il tutto in una pentola insieme ai fagioli. Aggiungere 1 litro e ½ di acqua fredda e far bollire a fuoco molto basso sino a quando i fagioli saranno cotti.
Salare solo a cottura ultimata altrimenti le bucce dei fagioli rimarranno dure.
Togliere la cotenna, la crosta e la foglia di alloro poi passare al passaverdura o frullare i 2/3 dei fagioli e le verdure con l’aiuto di un po’ di brodo di cottura.
In un tegame fare soffriggere in olio evo lo spicchio di aglio intero, le foglie di salvia, gli aghi di rosmarino e il prezzemolo tritati, aggiungere la passata di pomodoro e le cotiche tagliate a striscioline.
Rimettere il passato nella pentola insieme al soffritto dopo aver tolto lo spicchio di aglio. Portare a bollore e cuocere i maltagliati o altra pasta corta a piacere.

 

 

Pasta, cipolle, curcuma e pangrattato

La curcuma, chiamata anche “zafferano delle Indie” quando la si acquista in polvere, sino a qualche anno fa era per me sconosciuta, ora, invece non manca mai tra le mie spezie in cucina e la uso spesso anche perché i cibi assumono un bel colore giallo dorato come nel caso di questa pasta.

pasta cipolle pangrattato foto

Ingredienti per 4 persone:
2 cipolle
1 spicchio di aglio
4 cucchiai di pane grattugiato
½ cucchiaino da caffè di curcuma
½ bicchiere di olio evo
150 ml di vino bianco secco
sale e pepe

Esecuzione:
Affettare finemente due cipolle e porle a soffriggere in una padella antiaderente insieme all’olio evo ed allo spicchio di aglio.
Salare, pepare, poi, quando le cipolle inizieranno a divenire trasparenti aggiungere il pane grattugiato e lasciarlo tostare.
Togliere lo spicchio di aglio, versare il vino e farlo evaporare.
Nel frattempo procedere alla cottura al dente della pasta prescelta, scolarla, versarla nella padella dove sta cuocendo la salsa.
In un bicchiere sciogliere la curcuma con due cucchiai di acqua di cottura e versarla sulla pasta, mantecare e servire.

Zuppa bolognese

Simile alla classica e più nota Zuppa imperiale, si differenzia soprattutto per la presenza della mortadella. D’altra parte siamo a Bologna e la mortadella è uno dei nostri salumi tipici che utilizziamo spesso in cucina.
Ho preparato questa zuppa per il giorno di Santo Stefano, per stare un po’ “leggerini” dopo l’abbuffata natalizia ed anche per utilizzare il brodo rimasto dopo i tortellini del giorno precedente.

zuppa bolognese foto

Ingredienti per 10 – 12 persone:
10 uova
200 g di semola
200 g di Parmigiano Reggiano
100 g di mortadella
una presa di sale
una grattatina di noce moscata
50 g di burro fuso e freddo
un po’ di pepe di mulinello

Esecuzione:
Fondere il burro a bagnomaria e farlo raffreddare.
In una terrina sbattere le uova con una frusta per amalgamare bene tuorli ed albumi.
Aggiungere alle uova la semola, il Parmigiano e la mortadella tritata finemente, salare, pepare, grattugiare un po’ di noce moscata, tenere per ultimo il burro fuso e freddo.
Con una spatola di silicone miscelare bene il composto poi versarlo in una teglia da forno precedentemente unta di burro o rivestita di carta da forno cercando di pareggiarlo.
Deve risultare alto circa un centimetro; se fosse più alto non è un problema in quanto la pasta ottenuta dopo andrà tagliata a cubetti e nel cuocerla nel brodo non si noterà la differenza.
Cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 20 minuti.
Tolta la zuppa dal forno porla subito su una gratella e farla raffreddare completamente.
Tagliarla a dadini e cuocere nel brodo per circa 5 minuti.
In media ne servono 70 g a porzione.
Può essere preparata in anticipo e conservata in freezer sino al momento di buttarla nel brodo in ebollizione.