Ciambella alla confettura di cachi senza uova

Avendo confettura casalinga di cachi in abbondanza ho preparato, in giorni diversi, due ciambelle con gli stessi ingredienti, la prima cotta in forno, sul fornello con la Pentola Fornetto la seconda. In quest’ultima ho eliminato completamente lo zucchero ed è risultata ugualmente gustosa perché la confettura di cachi, seppur preparata con soli 350 g di zucchero per 1 Kg di frutta, è abbastanza dolce.
Ne è risultato un dolce facile e veloce da preparare, certamente non adatto ad un pranzo importante, ma gustoso e adatto alla colazione del mattino che noi consumiamo sempre in casa e con ciambelle o biscotti rigorosamente casalinghi.

Ingredienti per ciascuna ciambella:
200 g di farina 00
100 g di Manitoba
50 ml di olio di semi di mais
1 bustina di lievito per dolci
½ tazzina da caffè di liquore alla melissa
80 g di zucchero (solo nella prima)
180 ml di acqua
1 pizzico di sale
250 g di confettura di cachi

Esecuzione:
In una ciotola capiente setacciare la farina con il lievito.
Aggiungere lo zucchero (solo nella prima), poi, sulle polveri versare l’olio, l’acqua, il liquore alla melissa, la confettura di cachi, il pizzico di sale tenendolo lontano dal lievito e miscelare con una spatola di silicone sino ad ottenere un composto ben amalgamato.
Imburrare ed infarinare (io ho usato uno staccante) uno stampo da ciambella o la Pentola Fornetto.
Preriscaldare il forno a 180° e cuocere per 35/40 minuti.
Se si opta per la Pentola Fornetto il tempo di cottura è di circa 60 minuti su fornello medio fiamma al minimo.

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Strudel classico trentino

strudel foto

Volendo preparare un dolce che non prevedesse l’uso dello zucchero, ho optato per questo strudel trovato in un dépliant del “Consorzio Melinda”.
Alla ricetta ufficiale, ideata da Cristian Bertol, il simpatico chef della Val di Non noto a tutti per la sua partecipazione alla “Prova del cuoco”, ho apportato qualche piccola modifica per adeguarla alle mie esigenze.
Il nome riportato è quello dato dal Consorzio a questa ricetta, tuttavia occorre specificare che di questo dolce esistono innumerevoli varianti sia nella preparazione della pasta sia in quella del ripieno. Difficile dire quale sia l’originale, questa è senza dubbio una delle ricette più “povere”, tuttavia accontenta chi, pur essendo goloso, può mangiare pochi dolci.

Ingredienti:
Per il ripieno:
4 mele Renetta (io 3 per un totale di 600 g circa)
1 cucchiaio di zucchero (non messo)
1 cucchiaio di pinoli
1 cucchiaio di uvetta
2 noci di burro
Per la Pasta Matta:
250 g di farina 00
12,5 cl di acqua (non è bastata)
50 g di olio di semi (Mais)
1 cucchiaio di aceto di mele
1 noce di burro (piccola)
1 pizzico di sale

Esecuzione:
Sbucciare le mele, tagliarle a dadini, aggiungervi (il cucchiaio di zucchero, non l’ho messo), l’uvetta (io l’ho lavata e lasciata a bagno in acqua per 10 minuti), i pinoli e scottare il tutto con una noce di burro in una padella antiaderente facendo attenzione a non cuocere troppo le mele.
Lasciare raffreddare il ripieno e nel frattempo preparare la Pasta Matta.
Amalgamare con cura, con una impastatrice o in una ciotola, 250 g di farina 00, l’acqua, l’olio di semi di Mais, l’aceto di mele, una noce di burro a temperatura ambiente ed un pizzico di sale fino ad ottenere un impasto morbido, ma non appiccicoso, simile alla pasta per la pizza.
Stendere l’impasto con un mattarello, per renderlo molto sottile dandogli una forma rettangolare. Al posto della classica spianatoia ho utilizzato un tappeto di silicone utile per aiutarsi ad arrotolare la pasta al momento di formare lo strudel.
Disporre il composto sulla pasta, ripiegare verso l’interno i bordi superiore ed inferiore per alcuni centimetri ed arrotolare chiudendo con cura il lembo superiore.
In un tegamino sciogliere la noce di burro restante e spennellare la superficie del dolce.
Infornare a 200° e cuocere per 15/20 minuti.
Lo strudel, a mio parere, risulta migliore se si lascia raffreddare altrimenti l’interno sa “di mela cotta”.
La Pasta Matta, croccante il primo giorno, poi si è inumidita diventando un po’ molle, ma sempre gradevole.