Pesto di foglie di sedano

Spesso mi sono chiesta che fare delle foglie di sedano che immancabilmente vengono vendute insieme alle coste. Buttarle è uno spreco, nelle insalate miste ci stanno bene, ma se ne usano sempre troppo poche. Grazie alla “Prova del cuoco” ho risolto il dilemma, infatti qualche tempo fa un cuoco ha spiegato che si possono utilizzare in un buon pesto per condire la pasta. Recepita l’idea mi son data da fare per trovare un equilibrio tra i vari ingredienti ottenendo così un pesto che in famiglia è piaciuto.

pesto sedano foto

Ingredienti per 4 persone:
100 g di foglie di sedano
10 foglie di basilico
50 g di mandorle pelate
20 g di nocciole
mollica di pane quanto un piccolo uovo
latte q.b.
olio evo q.b.
1 spicchio di aglio (facoltativo)
4 cucchiai di Parmigiano
Sale e pepe

Esecuzione:
Lavare ed asciugare le foglie di sedano e di basilico, porre nel mixer e fare funzionare ad intermittenza per tritarle parzialmente poi aggiungere le mandorle e le nocciole dopo averle tostate leggermente e raffreddate, lo spicchio di aglio e la mollica di pane ammollata nel latte e strizzata. Salare, pepare rimettere in funzione aggiungendo tanto olio evo quanto ne occorre per ottenere un composto cremoso. Da ultimo aggiungere il Parmigiano grattugiato.
Al momento di condire la pasta aggiungere un cucchiaio di acqua di cottura.

Annunci

Le raviole di Alessandra Spisni

Anche quest’anno la festa di San Giuseppe è arrivata portando sulla nostra tavola le immancabili raviole.
Questa volta ho deciso di provare la ricetta data qualche anno fa alla Prova del cuoco da Alessandra Spisni seppur con una piccola variante: per guarnirle, oltre allo zucchero semolato ho utilizzato le codette colorate e l’alchermes. La pasta è molto buona, ma, una volta cotte, la superficie si è presentata leggermente ruvida e bucherellata.

raviole 1 foto

Ingredienti per la pasta frolla:
500 g di farina
200 g di zucchero
200 g di burro
10 g di lievito per dolci
scorza grattugiata di 1 limone
2 uova
1 pizzico di sale
Per la finitura:
300 g di mostarda
zucchero semolato da spolverizzare
poco latte per spennellare la superficie

Esecuzione:

Sul tagliere [io ho utilizzato la planetaria] fare una fontana con tutti gli ingredienti tranne le uova, mescolarli, compreso il burro che dovrà sbriciolarsi, poi rifare la fontana.
Aggiungere le uova lavorando la pasta il meno possibile per non farle perdere friabilità.
Stendere la pasta allo spessore di una moneta da 2€, poi tagliarla con un bicchiere [io l’apposito strumento per raviole] e formare dei dischi della dimensione desiderata (12 – 13 cm è il diametro ideale).
Farcire metà disco con la mostarda e chiudere a mezzaluna.
Disporre le raviole su una teglia ricoperta di carta da forno, pennellare la superficie con latte poi cospargerle di zucchero semolato [in alcune al posto dello zucchero ho messo le codette colorate, mentre le ho bagnate con l’alchermes appena tolte dal forno].
Cuocere in forno a 180° per circa 10 minuti; quando il bordino diventa rosato sono pronte.
Togliere le raviole dalla teglia solo quando sono fredde.

Il mio Cointreau casalingo

Mi diverto a preparare liquori che poi restano in dispensa in attesa di finire in qualche torta perché ne io, ne mio marito, siamo grandi bevitori di alcoolici. Approfittando delle arance biologiche ho preparato il Cointreau e, modestamente, devo ammettere che è venuto meglio delle altre volte.
Precedentemente posizionavo l’arancia sull’imboccatura del vaso come se fosse un tappo, ma mi sono resa conto che, così, si sfruttava solo una parte del frutto, perciò questa volta l’ho appeso all’interno di un vaso a chiusura ermetica utilizzando una rete di quelle che servono per tenere ferme le fasciature.
L’arancia non deve mai toccare l’alcool, quindi, dopo aver chiuso la parte superiore del sacchettino con uno spago da cucina, l’ho fissato alle parti metalliche del coperchio sigillando poi il tutto.

Ingredienti:
2 arance non trattate
½ litro di alcool a 95°
½ litro di acqua
300 g di zucchero semolato
6 chiodi di garofano

Esecuzione:
Versare l’alcool in un capiente vaso a tenuta ermetica preventivamente lavato con acqua bollente ed asciugato. È importante che sia privo di odori per evitare che l’alcool li estragga.
Lavare e spazzolare accuratamente un’arancia, infilare nella buccia 3 chiodi di garofano e sospenderla all’interno in modo che non tocchi l’alcool altrimenti trasferirebbe troppo colore al liquore.
Lasciare riposare per 20 giorni in luogo fresco e buio poi sostituire l’arancia e i chiodi di garofano ed attendere altri 20 giorni. Si può aspettare anche di più, ma aumenta l’intensità del colore.
A questo punto fare bollire l’acqua con lo zucchero sino a quando il liquido diventa quasi trasparente, lasciare raffreddare, poi, dopo aver tolto l’arancia, versare lo sciroppo nell’alcool. Filtrare e imbottigliare.
Il Cointreau può essere bevuto subito ma conviene aspettare qualche giorno perché si stabilizzi.
Si conserva a lungo fuori dal frigorifero e può essere gustato liscio o con ghiaccio.

Risotto al cavolo verza rosso

Per questa preparazione ho usato il riso di Molinella, un marchio che, seppure legato alla mia regione, è abbastanza recente e poco noto.
Un tempo il riso veniva coltivato nelle aree paludose attorno alla cittadina emiliana, ma a causa della malaria molto diffusa veniva considerato portatore di questa malattia nonché un cibo eccitante e quindi osteggiato e bandito dallo Stato della Chiesa che regnava su queste terre. Solo a partire dal XVIII secolo, quando cominciarono le prime opere di bonifica, si iniziò a coltivarlo in maniera intensiva sfruttando l’abbondanza delle acque presenti nel territorio.

risotto cavolo rosso foto

Ingredienti per 4 persone:
300 g di cavolo verza rosso
250 g di riso di Molinella
50 g di burro
1 cucchiaio di olio evo
½ cipolla bianca o dorata
4 cucchiai di parmigiano grattugiato
1 litro abbondante di brodo
sale e pepe q.b.

Esecuzione:
In una casseruola soffriggere, con 30 g di burro e un cucchiaio di olio evo la cipolla dopo averla tritata finemente e farla imbiondire. Pulire e lavare la verza, tagliarla a strisce sottili e unirla alla cipolla, salare, mescolare, coprire il recipiente e far cuocere per 30 minuti a fuoco moderato. Se dovesse asciugarsi troppo aggiungere un po’ di brodo caldo che nel frattempo sarà stato preparato in un’altra pentola. Volendo mantenere il colore della verza aggiungere un cucchiaino di aceto.
Trascorsi i 30 minuti versare nella verza il riso, rigirare per qualche minuto poi aggiungere 2/3 del brodo bollente, condire con il pepe e portare a cottura aggiungendo all’occorrenza il restante brodo.
Appena spento il fuoco aggiungere il Parmigiano e mantecare con il restante burro, lasciare riposare alcuni minuti coperto prima di distribuire nei piatti.

Ciambellone guarnito con ananas

ciambellone ananas foto

Ingredienti:
350 g di farina 0
150 g di zucchero semolato
80 g di olio di semi di mais
3 uova medie
1 bustina di lievito istantaneo
1 scatola di ananas al naturale
1 bicchiere scarso di succo di ananas
1 pizzico di sale

Esecuzione:
In uno scolapasta sgocciolare le fette di ananas tenendo da parte il succo.
Nella planetaria, frusta a filo, montare le uova con lo zucchero ed il pizzico di sale.
Sempre con le fruste in movimento versare l’olio e continuare a montare per un minuto.
Inserire la frusta K e versare la farina preventivamente setacciata con il lievito e un bicchiere scarso di succo di ananas così da ottenere un composto ben amalgamato e cremoso ma non troppo liquido.
Preparare la pentola fornetto imburrandola ed infarinandola o utilizzando uno staccante, versare il composto pareggiandolo bene ed infine guarnire la superficie con 6 fette di ananas.
Cuocere su fornello medio tenuto al massimo sino a quando il coperchio risulterà caldo al tatto (circa 30 secondi) poi abbassare al minimo. Occorreranno in totale circa 60/65 minuti.
Spegnere, togliere dal fuoco ed aspettare che la pentola risulti tiepida prima di sformare e lasciare raffreddare su una gratella.

Nomina al premio Liebster 2019

Flower-4

Grande gioia ha suscitato in me la notizia di essere stata nominata per il premio Liebster 2019. Un grazie di cuore a Julia del Blog 2en1 – Letteratura e cucina che ha pensato a me nominandomi. Mi pace cucinare, sperimentare nuove ricette, ma anche documentarmi sui piatti della tradizione soprattutto della mia regione.

Cos’è il Liebster Prize?

Questo premio è un modo per essere scoperto, ma anche per connettere e supportare la comunità dei blog. Un’ottima idea per promuovere il tuo blog e gli altri. Originariamente, è stato distribuito ai blog con meno di 2.000 lettori, ma questo ha rallentato lentamente mentre la ricompensa ha guadagnato popolarità. Ora sono solo 200 lettori o meno. È davvero un numero arbitrario. Se ti piace aiutare altri blog, vai avanti e fallo indipendentemente dalle sue dimensioni. Questo premio ha a che fare con la promozione e la visualizzazione dei blog di  altre persone.

Queste sono alcune delle regole da seguire:
Aggiungi un link alla pagina ufficiale del premio Liebster nel tuo post del blog  THE GLOBAL AUSSIE
Rispondi alle domande formulate nella nomina.
Crea cinque domande per i tuoi candidati per rispondere.

Domande rivolte a me:

1. Qual è il tuo sogno più profondo?
Non ne ho uno in particolare, ma, dovendo scegliere mi piacerebbe un viaggio in Perù.

2. Quale odore evoca i ricordi?
Ne ho più di uno, ma l’odore del cocco mi ricorda le vacanze a Riccione e l’olio di cocco con cui ungevo il pelo della mia prima cagnolina.

3. E quale musica ti rilassa?
Quando stiro ascolto le canzoni dei cantanti bolognesi.

4. Cosa ti rende felice?
Sono un’ottimista, farei prima a scrivere che cosa non mi rende felice.

5. Cambieresti qualcosa nella tua vita?
No, va bene così.

Queste le mie domande ai candidati:

1. Preferisci i libri cartacei o quelli digitali?
2. Se potessi viaggiare nel tempo quale epoca sceglieresti?
3. Quale mezzo di trasporto usi più spesso?
4. Collezioni qualche oggetto?
5. Preferisci il mare o la montagna?

L’elenco dei miei candidati:
Mocaiana
Giovanna
Chef V
Max
Nonsolocampagna di Elena

 

Trippa al vino

trippa al vino foto

Trovata tra gli appunti di cucina di mia madre, questa ricetta che ignoro da dove arrivi, mi ha incuriosita e, dovendo cucinare della trippa, ho deciso di provarla.
Pur rimanendo la mia preferita quella con i fagioli,  devo ammettere che anche questa variante mi è piaciuta perché, a mio parere, il vino bianco secco si abbina bene alla trippa dandole quel qualcosa in più ed attenuandone il sapore dolciastro caratteristico di questo tipo di carne.

Ingredienti per 4 persone:
700 g di trippa già lessata
100 g di pancetta stesa
80 g di burro
80 g di Parmigiano
400 ml di vino bianco secco
succo di ½ limone
100 ml di passata di pomodoro
1 cipolla
1 foglia di alloro
sale e pepe

Esecuzione:
Tagliare a strisce la trippa se acquistata intera poi bollirla per 5 minuti in acqua addizionata con il succo di limone.
Scolarla, lavarla accuratamente sotto acqua corrente.
In una casseruola rosolare la cipolla affettata sottilmente insieme a 2 noci di burro, la pancetta tagliata a pezzetti e la foglia di alloro.
Versare il vino, la passata di pomodoro, salare e pepare.
Quando il sugo è caldo aggiungere la trippa e cuocere per circa 40 minuti o sino a quando non è intenerita.
Cotta la trippa aggiungere il restante burro, continuare la cottura per qualche minuto poi spegnere, versare il Parmigiano, mantecare e servire.