Addobbi Bolognesi e Torta di Riso

Nel XVI secolo il cardinale Gabriele Paleotti concesse alle parrocchie urbane di Bologna che ne facevano esplicita richiesta la possibilità di tenere una solenne processione in onore del Santissimo Sacramento.
Il cardinale Girolamo Boncompagni, arcivescovo di Bologna dal 1651 al 1684,  stabilì che  le parrocchie tenessero questa processione con turno Decennale, da qui il nome di Decennale Eucaristica che viene dato a questa ricorrenza.
Le strade, per l’occasione, venivano, e vengono tuttora, percorse dalla processione con il  Santissimo Sacramento, accompagnato dai canti dei parrocchiani, dalle varie confraternite religiose e dalla banda.
Sotto i portici venivano allestiti  altarini ornati di fiori, alle finestre delle case erano esposti drappi, a volte antichi e preziosi, spesso presi a noleggio da apposite ditte, detti addobbi. Da qui deriva il termine dato dai Bolognesi a questa festa ed alla torta che in questa occasione veniva cucinata.
Nelle strade si faceva festa sino a tarda sera e in ogni casa si preparava la tradizionale Torta di riso detta Torta degli Addobbi che veniva offerta, rigorosamente tagliata a losanghe ed infilata con uno stuzzicadenti, ad amici e parenti in visita.
Con il passare degli anni la Torta degli Addobbi è diventata anche il dolce caratteristico del periodo in cui la Madonna di San Luca scende in città per tornare, dopo otto giorni, al Santuario sul colle della Guardia il Giorno dell’Ascensione di Gesù al cielo.
Il mio più antico ricordo di questa ricorrenza risale a quando avevo dieci anni.
Abitavo allora nel centro storico della città e proprio in quell’anno cadde la Decennale Eucaristica della Parrocchia dei Santi Gregorio e Siro.
Per l’occasione la mamma strabiliò parenti, amici e vicini di casa preparando ben dodici litri della tradizionale Torta di riso.
La quantità di teglie (ruole per i bolognesi) era tale che non fu possibile utilizzare il forno di casa pertanto per la cottura si accordò con il fornaio di via Marconi. Ricordo ancora la “processione” famigliare, ciascuno con due teglie in mano, diretta al forno e l’apprensione di mia madre che non si quietò sino a cottura terminata.
L’Accademia Italiana della Cucina ha depositato presso la Camera di Commercio di Bologna la ricetta, ma esistono numerose versioni di questa antica ed amata torta, ogni famiglia ha la propria ricetta segreta  e si ritiene depositaria di quella migliore.
Questa è quella che da sempre si prepara nella mia famiglia.

torta di riso

TORTA DEGLI ADDOBBI O DI RISO
 TÅURTA DI ADÔBB O ED RIS

Ingredienti per 2 teglie (25×18, 30×22):

latte 2 litri
uova n. 9
Riso Arborio o comune 200 gr.
Cedro candito 200 gr.
Zucchero semolato 400 gr.
Scorza grattugiata di un limone
Amaretti 50 gr.
Mandorle con alcune amare 200 gr.
Sale un pizzico
Liquori: Mandorla amara (in alternativa Rum), Alchermes

Esecuzione:

In un tegame ampio porre il latte, lo zucchero tenendone da parte un paio di cucchiaiate da usare con le mandorle, il sale e la scorza grattugiata del limone e far alzare il bollore.
Gettare il riso e far bollire a fuoco vivace per circa 30 minuti, poi abbassare al minimo e far cuocere lentamente sino a quando il tutto non diventerà cremoso e di colore leggermente ambrato.

crema risoTogliere il recipiente dal fuoco ed aggiungere il cedro candito precedentemente tritato.
Lasciare intiepidire, poi aggiungere un po’ di liquore (Mandorla amara o Rum), le mandorle tritate grossolanamente insieme allo zucchero tenuto da parte e tostate leggermente, le uova dopo averle leggermente sbattute e gli amaretti sbriciolati.
Ungere di burro la teglia e cospargerla di pangrattato (o usare la carta da forno inumidita per farla meglio aderire), poi versarvi il composto che deve risultare alto circa 3 cm.
Cuocere in forno a 140°- 150° per evitare che la parte superiore si stacchi dal resto del composto per circa 50 – 60 minuti accertandosi della cottura con uno stuzzicadenti.
Appena sfornata punzecchiarla con uno stuzzicadenti poi bagnare bene la superficie con il liquore Alchermes per lucidarla.
Quando è fredda tagliarla a losanghe di 3,4 cm di lato e servirla infilzata con gli stuzzicadenti di legno.

NOTA: volendo si può preparare in due giorni, aggiungendo le uova e gli amaretti solo al momento della cottura. Può anche essere congelata.

 

 

 

 

 

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